
Una delle caratteristiche di tale tipo di imbarcazione è la durata. Un cabinato a vela, infatti, è in grado di durare molto tempo, passando di mano in mano senza perdere troppe potenzialità. Un cabinato utilizzato per scopi croceristici aumenta ancora di più questa caratteristica. Questo fa sì che il mercato dell’usato sia decisamente fiorente, così da dare a chi vuole la possibilità di approcciarsi a questo mercato senza correre eventuali rischi troppo ingenti. Ciò permette anche ad appassionati con possibilità economiche non illimitate possano entrare a far parte del giro degli skipper.
Naturalmente non ci si può aspettare che un acquisto in tale mercato dell’usato garantisca prodotti in condizioni ottimali, ma offre prodotti che, essendo già stati sfruttati, subiscono le negatività dell’usura. Per questo motivo diventa importante sottoporre il prodotto che si vuole acquistare ad una valutazione effettuata da esperti, in grado di indicare il prezzo giusto per quel determinato prodotto, nel rispetto delle esigenze del futuro acquirente.
Spesso, infatti, ci si lascia ingannare dalle apparenze. Spesso si è portati ad acquistare prodotti economicamente convenienti, in realtà chi paga poco ora, dovrà probabilmente sostenere spese per manutenzione in un futuro prossimo. Sia l’usato offerto da un privato, che da un cantiere o da una agenzia specializzata, deve essere quindi oculatamente valutato, al fine di quantificare le spese future necessarie per rimettere in sesto e mantenere in condizioni ottimali l’imbarcazione.
Ad aiutare un acquirente del mercato delle barche in seconda mano oggi ci sono anche i giornali specializzati che, oltre a rubriche che rappresentano il luogo di incontro tra gli interessati, hanno anche un vero e proprio tariffario dell’usato. Per una visione più completa dei prodotti offerti, invece, risulta utile consultare il www, dove numerosi siti pullulano di articoli, rubriche, reportage, dati statistici di settore.
Al mercato del nuovo e dell’usato, si aggiunge oggi nella nostra nazione una nuoa forma di contratto: il leasing. Tale tipologia, in arrivo dalla regione oltralpe, offre interessanti possibilità a chi vuole godere di una imbarcazione, con costi non eccessivi.
Cabinato a vela per crociera
Trattandosi di acquisti importanti bisogna innanzitutto chiarire per cosa si sta effettuando l’acquisto, ovvero quale tipologia di crociera si vuole effettuare.
Uno stile “camping”, ad esempio, soddisfa le necessità di coloro che compiono soltanto gite brevi o di un fine settimana. Se già si sa che si userà solo per questo la barca, è bene non “esagerare” ambendo a panfili da paura, ma puntare solo al necessario. Fornelli, due posti letto, piccola scorta di acqua dolce, un frigorifero! Quello che però non deve mancare, anche per gite di un paio di ore, è l’attrezzatura di sicurezza. Il mare, lo sappiamo, può diventare pericoloso in un batter d’occhio, per questo motivo è necessario essere pronti ad ogni imprevisto. E’ fondamentale poter fare affidamento ad un motore secondario che, costantemente controllato, deve poter portare in salvo il “malcapitato”.
La navigazione a vela è associata all’amore per la pace e la tranquillità, purtroppo però per poter assaporare la forza e il suono del vento, lo skipper deve avere completa padronanza delle condizioni atmosferiche e dei metodi per sfruttarle a proprio vantaggio attraverso le varie componenti della barca. Questo per dimostrare come sia necessario analizzare ogni singolo componente, per evitare di trovarsi sommersi dai problemi alla prima uscita.
- Armare l’albero, ad esempio, richiede troppo impegno per un singolo?
- E ancora si guarda con più favore allo strallo con canaletta?
- Le più comuni regole della vivibilità marina sono rispettate (ovvero gli spigoli sono smussati)?
- I wc sono adatti alle nostre esigenze?
Queste sono solo alcune delle cose da guardare, in realtà bisogna anche valutare che ci sia lo spazio necessario per cambusa ed oggetti personali; che all’interno non ci siano problemi di luce o di aria; che ci sia una zona dove rilassarsi al sole; che la sicurezza sia garantita; che ci sia la possibilità di stare seduti nel pozzetto per rilassarsi; e via dicendo.
Cabinato a vela da regata
Innanzitutto, precisiamo che questa decisione appare molto problematica e, per questo motivo, è fondamentale guardare con estrema attenzione alle varie opzioni offerte dal mercato, avvicinandosi il più possibile ai propri bisogni. Trattandosi di una categorie di barche dedicate alle competizioni, non sarà il fattore “immagine” ad essere guardato con attenzione, ma si cercherà il modello più adatto a partecipare e vincere nella data competizione. Le famiglie da regata sono soggette a moda, variano spesso e, per questo motivo, le barche sono soggette a rapida obsolescenza.
Questo ultimo fattore ha in realtà risvolti più importanti di quanto si possa immaginare, dal momento che ha enormi ripercussioni sull’andamento del mercato in genere. Per prima cosa, è normale sottolineare che i costi del prodotto nuovo aumentano a dismisura ma, dall’altro lato, possiamo sottolineare che il mercato dell’usato appare soggetto a forte svalutazione.
L’attrezzatura necessaria per prendere parte a ragate risulta infatti soggetto ad obsolescenze e usura (non solo cime, ma anche veleggi e materiale di sicurezza e la necessità di avere sempre con sé strumenti “di riserva” impone la presenza di un camioncino che deve seguire le barche in caso di manifestazioni “fuori casa”. Le regate fuori sede, inoltre, portano con sé ingenti costi per sopportare la trasferta del team; cifre alle quali è necessario sommare ingenti costi per garantire una manutenzione completa e accurata dell’imbarcazione.
Da non dimenticare sono poi i costi di partecipazione alla manifestazione sportiva. Questi costi, nonostante siano ridotti a volte dalla presenza di sponsor, restano di certo non trascurabili. Diventa fondamentale, per questo motivo, valutare bene le possibilità economiche e possibili costi supplementari.
Costruire da soli un cabinato a vela
Quali consiglio si può dare a chi vuole possedere una imbarcazione a vela moderna senza dissanguarsi? L’autoscotruzione, che richiede ovviamente elevate dosi di capacità tecniche e di bricolage, ma che permette di accedere al mondo nautico con una spesa minore del mercato classico. Ovviamente, nessuno dimentichi che costruirsi un cabinato a vela non è affatto un gioco, ne una stacola di montaggio per modellini. Lo sloop (imbarcazione costituita da unico albero+scafo) sembra essere la scelta migliore, dal momento che imbarcazioni che contano un maggior numero di alberi, sono di certo più vivibili, ma non proprio facilmente gestibili in termini di autocostruzione.
Sul fronte costruttivo bisogna per prima cosa analizzare lo scafo, che deve rispondere a specifici requisiti.
Il primo riguarda i materiali, che devono essere legno, vetroresina o alluminio. Sul fronte dei composti aramidici (resine) si deve sottolineare che ne esistono di due tipologie: a laminazione semplice (di minor costo e maggior peso) o sandwich (maggiori costi, maggiore agilità). Nonostante il pensiero comune ci porti a pensare l’opposto, l’essere leggera (ma naturalmente robusta) vuol dire, per un’imbarcazione, essere più sicura o comunque performante. Il rendimento, infatti, risulta essere direttamente proporzionale al peso della chiglia e inversamente a quello dello scafo primario.
Andando con ordine, il primo passo da compiere per mettere in piedi un imbarcazione è quello relativo alla progettazione, che arriva al cantiere, che provvederà alla costruzione del prodotto, tenendo conto dei materiali, delle esigenze e delle forme dettate in fase progettuale.
Nel caso di imbarcazioni da competizione è necessario considerare i parametri e le esigenze dettate dai regolamenti in termini soprattutto di materiali e stazza.
L’armamento è poi il secondo punto da considerare. Se una navigazione da crociera diventa consigliabile un albero d’alluminio (materiale meno “lussuoso” di altri quale il carbonio, consigliati per le regate), nelle regate diventano necessari materiali molto particolari, nonché costosi.
Per i materiali, per gli impianti, per le dotazioni di salpaggio diventa importante una attenta valutazione dei materiali, che richiede spesso una adattamento alle necessità del singolo equipaggio.
Autore: Giovanni Lattanzi