Alle fondamenta di un edificio protetto adeguatamente e sano c’è una copertura ben isolata e impermeabilizzata. Il calore che si produce dentro all’abitazione ha la tendenza di salire e, nel caso in cui non ci sia alcuna resistenza da parte del tetto, si può avere anche una dispersione termica del 45%. Dunque apportare delle migliorie alla protezione termica del tetto, dei pavimenti e delle murature aiuta il clima della propria abitazione ad essere più confortevole, ma permette anche un notevole risparmio sulla bolletta.
Il segnale che evidenzia maggiormente che un’abitazione è isolata male è quando i vetri, i pavimenti e le pareti sono gelati al tatto e pare che l’abitazione non si scaldi mai. Difatti, quando manca l’isolamento termico, soltanto una porzione del calore che il riscaldamento produce resta nella casa, mentre una parte consistente va a disperdersi verso l’esterno.
Nel caso in cui non sia stata prevista anche una barriera coibente per trattenere dentro il calore, non basta alzare la temperatura dell’impianto di riscaldamento per sistemare in modo definitivo il problema dell’abitazione fredda. Le dispersioni dell’energia tramite ai muri, alle porte e alle finestre, per di più, fanno crescere i consumi, sovente con sperperi anche maggiori del 20 o del 25 per cento.
Isolamento termico del tetto: la copertura piana
La copertura piana costituisce la tipologia di tetto che patisce le più alte variazioni di temperature: le temperature della sua superficie vanno da qualche grado sotto lo zero nei mesi più freddi fino a più di 90° durante l’estate. Per garantirne l’impermeabilizzazione bisogna usare degli isolanti che posseggano una conducibilità continua e che siano accoppiati a del materiale bituminoso.
Inoltre è necessario che l’isolante non possa essere alterato dal caldo e che resista alle dilatazione provocate dall’escursione termica, in maniera da non compromettere o lacerare il rivestimento che impermeabilizza.
Isolamento termico del sottotetto
Se il tetto non è più praticabile conviene isolare soltanto il sottotetto piano tramite un materiale di spessore elevato, capace di assicurare il massimo isolamento anche alle stanze poste al di sotto. Invece nei sottotetti che sono stati riciclati come abitazioni per accrescere il comfort va trattenuto più calore che si può. In tale caso bisogna isolate anche le pareti inclinate.
Il solaio isolato si contraddistingue per un inattività termica e dunque si scalda con maggiore velocità e trattiene più calore. Per di più, nel caso in cui si possa collocare l’isolante tra le travi della mansarda abitabile, lo spazio utilizzabile non è ridotto. Se si interviene dall’interno non bisogna montare dei ponteggi e rimuovere la copertura, operazioni che risulterebbero costose e complicate.
Isolamento termico della mansarda
Lastre in gesso oppure in cartongesso vengono applicate alle pareti del sottotetto, vanno fissate in maniera parallela e incastrate in mezzo alle tavole o disposte sopra di queste. Possono essere lasciati visibili e pitturate. È necessario che sia sempre presente una camera d’aria tra l’isolante e il tetto: se serve, possono essere applicati delle nuove strisce di legno alla struttura, dove si può applicare il materiale isolante.
I feltri di lana di roccia oppure di lana di vetro hanno bisogno di un rivestimento di finitura di pannelli in cartongesso oppure di perline in legno. Il comfort termico è migliore quando più elevato è lo spessore dei feltri. Ad ogni modo bisogna rispettare le normative dell’ordinamento edilizio del proprio comune per le altezze minime, il rapporto aeroilluminante e le superfici.
Isolamento termico del tetto: il controsoffitto all’ultimo piano
Chi abita all’ultimo piano di un condominio può costruire un controsoffitto in casa sua per rendere migliore l’efficacia coibente di un solaio non più accessibile. Per questo lavoro possono essere usati dei pannelli isolanti costituita da lana di vetro ricoperti di cartongesso che vanno fissati al soffitto tramite delle zeppe a espansione. Se no possono andare bene anche le lastre di fibra di legno. Possono essere rifinite con qualsiasi tipologia di pittura.
Autore: Giovanni Lattanzi