Isolamento termico: scelta dell’isolante

I costituenti dell’impianto e gli isolanti stessi sovente sono identificati tramite un coefficiente di conduttività termica che individua la capacita di trasmettere calore posseduta dal materiale. È necessario che il materiale coibente possegga un coefficiente basso di conduttività o conducibilità termica, ovvero deve poter accumulare il calore senza lasciarlo nuovamente. La conducibilità termica dei buoni [...]

I costituenti dell’impianto e gli isolanti stessi sovente sono identificati tramite un coefficiente di conduttività termica che individua la capacita di trasmettere calore posseduta dal materiale. È necessario che il materiale coibente possegga un coefficiente basso di conduttività o conducibilità termica, ovvero deve poter accumulare il calore senza lasciarlo nuovamente. La conducibilità termica dei buoni isolanti deve essere meno di 0,10.

Difatti il grado di conduzione del calore o di trasmissione dell’energia del sole varia a seconda del materiale. Più sono bassi contenuto d’umidità e peso specifico di un materiale da costruzione più è elevato il suo potere isolante. Ad esempio con 50/60 centimetri di calcestruzzo si ha la capacità isolante fornita da 10 centimetri di laterizi.

Isolamento termico: ISOLANTE SINTETICO

L’isolante sintetico è un composto chimico di derivazione in prevalenza petrolchimica. La bioedilizia lo valuta meno sano poiché è poco traspirante e non si può riciclare. Però, ha un potere isolante elevato, si reperisce facilmente e ha un costo contenuto.

  • Per un solaio, per delle pareti esterne e interne, per dei rivestimenti a falda e piani possono essere utilizzati delle lastre a rotoli costituite da polistirene estruso, polietilene espanso, poliuretano espanso, oppure poliuretano sinterizzato
  • Gli schiumati, cioè poliuretano espanso e resine ureiche espanso, sono adeguati per l’isolamento delle intercapedini.

Isolamento termico: ISOLANTE DI ORIGINE MINERALE

L’isolante di origine minerale è ricavato dalle rocce, è un isolante incombustibile che offre buoni risultati in caso di umidità ed è molto resistente agli attacchi di natura biologica e chimica.

  • I feltri in lana di roccia e in lana di vetro sono adeguati a qualsiasi tipo di isolamento, tranne in intercapedine
  • L’argilla espansa, la perlite e la vermiculite si utilizzano sottopavimento, per le intercapedini e per le coperture piane
  • I feltri o materassini di lana sono quelli maggiormente diffusi, per via della loro buona resa e la loro facilità di posa; vanno maneggiati con attenzione utilizzando un paio di guanti e una mascherina protettiva perché non si devono respirare le microfibre volatili.

Isolamento termico: ISOLANTE DI ORIGINE VEGETALE

Questo genere di isolanti possono provenire da cellulosa, cortecce o steli delle piante, palma del cocco oppure legno. Fra questi, il migliore è il sughero poiché è un coibente a conducibilità termica di 0,040, che è piuttosto bassa; inoltre dura nel tempo, ci si può fare affidamento, si può riciclare, non inquina, è igienico e resiste al fuoco. Ha un prezzo più alto perché non si reperisce facilmente. Invece la fibra di cellulosa è adeguata per isolare le intercapedini. Per i sottofondi si utilizza il sughero in granuli, che se si impasta con calce idraulica può essere usato anche per la realizzazione di massetti isolanti per terrazze e di intonaci.

Per la coibentazione esterna si usano lastre in sughero e in fibra di legno. Questi materiali possono essere utilizzati anche all’interno per quanto riguarda le coperture a falde e quelle piane e i solai inferiori e vanno bene per rimuovere i ponti termici creati da travi, nicchie e pilastri. Una soluzione per le pareti interne sono i blocchi a cassero costituiti da legno mineralizzato, mentre per le pareti portanti esterne si aggiungono degli inserti coibenti di polistirolo. Invece l’utilizzo di feltri e materassi costituiti da iuta e fibra di cocco dà una coibentazione limitata.

Isolamento termico: ISOLANTE DI ORIGINE ANIMALE

La lana di pecora non è molto diffusa ma è un’ottima alternativa, senza rischi, a quelle di provenienza minerale. Va usata in fiocchi per colmare le intercapedini; invece incollandola su un sostegno la si può usare come materassino per coibentare i solai non agibili. Nel caso in cui i materiali conservino immutata la loro temperatura e la loro capacità di assorbire calore, ovvero sono inerti termicamente, l’effetto isolante ha una durata più lunga. Per questa ragione è necessario che i materiali coibenti rimangano atossici e il loro utilizzo non deve mai provocare nessun problema alla salute, come potrebbe fare la liberazione nell’aria di gas oppure sostanze dannose. È necessario che i materiali isolanti siano anche stabili, devono resistere alle fenditure, alle crepe o alle deformazioni e bisogna che siano inattaccabili dai parassiti, dai funghi, dai roditori e dalle muffe.

È necessario che siano anche traspirabili perché hanno il compito di regolare l’umidità e assimilano vapore. Devono anche resistere alle gelate ed essere repellenti all’acqua.
Un’altra qualità che i materiali coibenti devono possedere è quella di resistere al fuoco: difatti sono costituiti con materiali incombustibili oppure vengono trattati con lavorazioni ignifughe. Perché questa caratteristica sia attestata i materiali isolanti devono essere omologati dal ministero dell’Interno all’interno della prima classe di reazione al fuoco.

Da ultimo, quando vengono a contatto con le altre componenti dell’impianto è necessario, ad esempio, che non favoriscano il formarsi di efflorescenze e chiazze sopra al legno oppure alle pareti e non devono corrodere i tubi e le parti in metallo.

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