Vediamo nello specifico quali sono gli elementi che causano un isolamento termico non efficace dell’abitazione e qualii rimedi da mettere in atto:
Cattivo isolamento termico del soffitto
Le stanze interne possono essere riscaldate in maniera ottimale isolando bene il tetto inclinato. Nel caso in cui il solaio sia utilizzato per alzare un ambiente e il soffitto inclinato resti in vista, questo intervento è da considerarsi quasi d’obbligo.
Cattivo isolamento termico delle porte interne
Le porte interne, con quella d’entrata, permettono il passaggio delle correnti d’aria che rendono i locali freddi. Per determinare la loro provenienza, è sufficiente inumidire il palmo della nostra mano, per renderlo più percettivo al freddo, e passarlo lungo gli stipiti.
Cattivo isolamento termico di serramenti e infissi
Se vogliamo ottenere un isolamento completo, è meglio coibentare anche gli infissi. Difatti se i serramenti non si trovano in squadra oppure non assicurano una tenuta ottimale, all’anno può essere sprecato, a causa delle perdite che avvengono tramite battute di telai e vetri, il calore originato da 40 mc di metano. Gli infissi a doppi vetri, ovvero quelli forniti di un telaio e una vetrocamera (detta anche doppio vetro), contengono le perdite di aria riscaldata, proteggono da umidità, vento e freddo e anche dalla calura dei mesi estivi. Se gli infissi sono già montati, possiamo applicare del nastro coibentato o delle guarnizioni costituite da acciaio attorno ai margini per migliorare la tenuta. Nel caso si montino anche delle tapparelle isolanti, il coibenta mento durante le ore della notte, che sono quelle più fredde, accresce del 15 per cento.
Finestre con vetrocamera o “doppio vetro”
Come è stato detto poc’anzi, gli infissi dotati di vetrocamera sono formati da due pannelli in vetro con uno spessore di 6/8 millimetri, divisi da uno spazio per il passaggio dell’aria di 1200 millimetri circa. grazie alla loro capacità coibente, questi infissi permettono di risparmiare circa la metà dell’energia che si consumerebbe coi vetri tradizionali. La capacità termica di tali vetri è garantita dall’utilizzo di pannelli basso emissivi, ovvero lastre che rimandano l’aria calda prodotta dal riscaldamento, annullando la composizione della condensa e l’effetto vetro freddo. Bisogna controllare con regolarità il fermavetro che sigilla il perimetro delle lastre per assicurarsi che la sua tenuta sia ottimale. Le finestre con vetrocamera si chiudono ermeticamente quindi hanno la tendenza di sigillare il locale: per questo motivo potrebbero impermeabilizzare l’aria eccessivamente, causando la nascita di condense e di muffe. Dunque bisogna che l’elevato potere coibentante sia compensato da una ventilazione appropriata.
Cattivo isolamento termico: materiali di costruzione delle finestre
Le finestre possono essere fatte di differenti materiali e secondo questi varia la capacità di coibentazione. Vediamo i più usati:
Il legno isola bene, ma se viene esposto in modo diretto ai fenomeni atmosferici si degrada. Per essere sicuri che il legno mantenga nel corso del tempo una tenuta ottimale, è necessario che durante la fabbricazione dell’infisso venga messo ad essiccare e venga trattato.
Il pvc può patire gli sbalzi di temperatura che avvengono durante le stagioni: quando la temperatura è alta subisce un allungamento di un 0,01 cm circa per metro lineare. In compenso il pvc è molto resistente alle temperature basse.
Per ciò che concerne il metallo possiamo trovare sul mercato degli infissi detti a taglio termico, costituiti da due porzioni di metallo divise da una giuntura coibentante di resina, che contiene la dispersione di calore.
Gli infissi costituite sia d’alluminio che di legno uniscono le qualità dei due elementi: il telaio posto all’interno è di legno e isola termicamente, mentre il telaio collocato all’esterno ripara l’infisso dalle perturbazioni.
Cattivo isolamento termico: i pavimenti
I pavimenti possono essere luoghi di intenso cambio di calore. La tipologia di coibentazione necessaria varia in base al materiale da cui è costituito il sottofondo e dal suo spessore che solitamente non risulta inferiore a 0,04 mm. Affinché le solette e i pavimenti costituiti da calcestruzzo siano protetti solitamente basta la classica pavimentazione.
Il pavimento di legno, in caso di clima freddo, può facilitare la dispersione dell’aria calda nell’ambiente di sotto. In questo caso necessario un sottofondo costituito da lastre di fibre. Generalmente per coibentare la pavimentazione, dopo aver predisposto il piano di posa, si devono inserire dei pannelli coibentanti che siano imperniabili e che possiedano una resistenza elevata alla propagazione di vapore, affinché non si formi la condensa.
Invece dei pannelli possiamo utilizzare i granuli costituiti da argilla espansa che, già a partire da pochi giorni in seguito alla posa, permettono di avere un leggero sottofondo, con un contenuto di umidità molto basso, resistente al fuoco e coibentato termicamente. Perché la durevolezza della coibentazione sia assicurata, è necessario che le giunture dei pannelli di sughero oppure dei pannelli sintetici siano accostate in maniera perfetta oppure sovrapposte. Antecedentemente alla realizzazione del massetto, nel caso in cui si debba aumentare l’efficacia dell’isolamento, possiamo collocare una membrana bitumata sopra il coibentante e, poi, mettere il pavimento (i migliori sono quelli in legno oppure tessili).
Cattivo isolamento termico: il pavimento del solaio
Per la coibentazione del sottotetto piano che non si può praticare si usano dei pannelli costituiti da fibra di legno; da feltri di lana di vetro oppure di roccia o da espanso rigido. Possiamo applicarli con facilità anche senza l’aiuto di un esperto: basta appoggiarli a terra e srotolarli, accostando accuratamente le giunture tra i due elementi,
Per il sottotetto costituito da travi in legno il materiale più adeguato sono i feltri in rotoli, che vanno tagliati e sistemati tra una trave e l’altra. È necessario lasciare una camera d’aria larga due centimetri circa al di sotto della pavimentazione, affinché non si crei condensa. Certi tipi di feltri sono uniti a carta bituminata: questa accoppiata inibisce la creazione di vapore.
Il feltro coibentante va srotolato sopra la piano sottotetto, va tagliato della dimensione desiderata, inserito tra le travi e compresso. Esso è costituito da lana di vetro repellente all’acqua ed è ricoperto da un lato da un velo di vetro ignifugo e sull’altro dalla carta bituminata. Questo feltro possiede uno spessore di 0,08 mm.
Autore: Giovanni Lattanzi
Si è interessante, però cercavo qualcosa di più specifico per una mansarda abitabile che d’inverno, con il riscaldamento acceso e la cottura dei cibi a vista, risulta essere umida (si nota umidità sui vetri, sul pavimento e persino dentro gli armadi) Coibentando adeguatamente il tetto si può a vs.parere essere sicuri di risolvere il problema?