Certificato energetico

Il certificato energetico degli stabili è prevista dalla legge anche nel nostro Paese a partire dal 4 gennaio del 2006 e a partire dal 2007 anche degli edifici di nuova edificazione: Decreto Legislativo 192, in esecuzione della Direttiva europea 2002/91/Ce. La certificazione energetica costituisce la carta d’identità dei consumi delle case che in base alla [...]

Il certificato energetico degli stabili è prevista dalla legge anche nel nostro Paese a partire dal 4 gennaio del 2006 e a partire dal 2007 anche degli edifici di nuova edificazione: Decreto Legislativo 192, in esecuzione della Direttiva europea 2002/91/Ce.

La certificazione energetica costituisce la carta d’identità dei consumi delle case che in base alla legge è necessario che sia allegato a tutti gli atti di compravendita dell’abitazione e a tutti i contratti d’affitto. Dalla certificazione energetica degli stabili dovrebbe anche risultare quale sia il grado della coibentazione termica e quanto sia la sua efficacia, in base al consumo di combustibile che serve per il riscaldamento della casa.

Per via di tale normativa il nostro Paese è costretto a vedere nuovamente gli odierni livelli di coibentazione, che sono annoverati tra i meno efficienti di tutta Europa e dunque non rispondono alla sensibilità nei confronti dell’ambiente che è richiesta agli stati europei. Per quanto riguarda le edificazioni nuove e quelle restaurate in maniera ampia tutti gli interventi di coibentazione vanno eseguito in rispetto della Direttiva ed obbligatorio che la loro resa energetica sia certificata.

Il certificato stabilisce diverse classi. Nella classe A le innovative tecnologie provocano un minor inquinamento dell’ambiente e assicurano un risparmio in bolletta. Potremmo decidere, quindi, di comprare un’abitazione appartenente alla classe A oppure alla classe B. il costo della casa varierà anche in base alla classe, poiché, se il progetto dell’abitazione efficiente, è sensato affrontare una spesa maggiore (i prezzi di edificazione salirebbero del 5-15% circa), visto che si andrebbe a risparmiare nel suo mantenimento. Difatti, grazie al certificati energetico possiamo sapere quale sarà il costo necessario alla gestione della nostra casa.

Attualmente, per quanto riguarda le informazioni tecniche veniamo indirizzati dal progettista oppure dal costruttore, visto che i materiali utilizzati, i serramenti, la coibentazione termica e gli impianti hanno un ruolo importante nella determinazione della classe di consumi. Possiamo affermare che:

  • un’abitazione appartenete alla classe A ha un consumo inferiore del 70 per cento rispetto a un’abitazione tradizionale. L’abitazione con il consumo energetico inferiore è contraddistinta dalla dicitura A+ (85 per cento di meno)
  • un’abitazione appartenente alla classe B consuma la metà di una casa convenzionale
  • un’abitazione che rientra nella classe C ha un consumo inferiore del 30 per cento rispetto ad un’abitazione tradizionale (questa appartiene alla classe D oppure alla classe F).

Per esempio una casa che ha una superficie di 100 metri quadrati, edificata in maniera convenzionale, molto probabilmente rientra nella classe F e ha un consumo annuo che corrisponde a 1600 litri di gas; invece un’abitazione che rientra nella classe A, sempre con superficie di 100 metri quadrati, ha un consumo annuo corrispondente a 300 litri di gas.

Abitazioni in classe A

In quale modo un’abitazione può rientrare all’interno della classe A? Le abitazioni si dividono in case passive e case attive. Le case che sono state disegnate ed edificate di recente, creano una situazione dove le nuove tecnologie di costruzione e le accortezze della fase progettuale instaurano quasi in maniera automatica un rapporto virtuoso con il paesaggio:queste sono le abitazioni passive.

Il sistema passivo si avvale di accortezze integrate intrinsecamente negli stabili, previste dalla fase progettuale e dalla costruzione: particolarmente le tecniche di costruzione che provengono dall’analisi della circolazione naturale della corrente fredda nei mesi estivi e di quella calda nei mesi invernali; le peculiarità specifiche dei materiali usati nell’edificazione (come la capacità di lasciare o tenere l’aria calda); la corretta esposizione ai raggi del sole di abbaini e serre; la prospettiva di impianti e superfici che riflettano il sole.

Per edificare un’abitazione passiva si deve restare entro i limiti di restrizione sia nel corso della costruzione che durante la progettazione, particolarmente:

  • infissi muniti di doppivetri e impianti a tenuta stagna che trasmettano in modo elevato la radiazione del sole, così da consentire, anche durante i mesi invernali, un netto profitto termico
  • uso avveduto dell’elettricità
  • limitata dissipazione del calore tramite i materiali coi quali la casa è edificata in base al clima
  • tenuta ottimale all’aria dell’edificio
  • realizzazione esente dai ponti termici
  • dissipazioni termiche ridotte quando si produce e si distribuisce l’acqua riscaldata

Le abitazioni che sono chiamate passive, quindi, in genere si contraddistinguono per un involucro con un alto grado isolante e per la mancanza di ponti termici, ovvero non hanno sospensioni nella coibentazione, possiedono grandi vetrate che danno verso meridione e hanno un impianto di areazione controllata. Per di più, hanno la capacità di ottenere il massimo rendimento, in maniera passiva, dalle fonti esterne che emanano calore (particolarmente i raggi solari) e da quelle interne (da annoverarvi gli esseri umani, i macchinari e le fonti artificiali di illuminazione che accese producono calore). A volte le case passive non hanno bisogno di un sistema termico per il riscaldamento durante l’inverno, a volte bastano soltanto qualche sorgente integrativa.

Per le abitazioni costruite di recente è molto utile il libretto di manutenzione, che cerca di mantenere l’efficienza ottimale dello stabile studiando e prevedendo la gestione in maniera programmata, per limitare gli sperperi ed eludere inattesi malfunzionamenti.

Agevolazioni e contributi per l’isolamento termico

I soldi spesi per ristrutturare gli edifici nel corso del 2007 si possono detrarre dalla tasse per il 36 per cento e vanno distribuite nel corso di 10 anni. Si può avere uno sconto del 10 per cento sull’Iva. La deduzione dalle imposte si alza fino al 55 per cento, nel caso in cui la coibentazione assicuri una trasmittanza termica superiore a quella che prevede la legge. Per usufruire della deduzione, bisogna adempiere ad alcune norme che possiamo leggere nella circolare numero 36 datata 31 maggio 2007 emanata dall’Agenzia delle entrate.

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