Parlando di antifurto, va ricordato che quelli destinati a immobilizzare il veciolo, ossia renderlo inattivo ai fini della circolazione, hanno un senso per mezzi di peso tale da non poter essere rimossi facilmente. La rilevanza di peso e intrasportabilità diventano però già trascurabili se parliamo di un motorino in confronto alle grandi moto che hanno già inclusi dei sistemi contro il furto simili a quelli che proteggono le macchine. La scelta di un deterrente al furto per le proprie biciclette, diventa invece un aspetto colmo di criticità, poichè si tratta di mezzi che possono essere invece rimossi con grande facilità, semplicemente sollevandoli. Inutile quindi renderli inamovibili solo impedendone la funzionalità. E’ invece necessario vincolarli fisicamente a oggetti fissi, come un palo della luce.
A forma di U è l’antifurto che prende il nome proprio dalla sua forma, che ricorda quella dell’ultima delle vocali. In questo caso i laterali della lettera si legano al telaio (o alla ruota di dietro in caso di motorini) e ad un palo, ad un gancio al muro o a qualsiasi cosa fissa e stabile. Un sistema come questo è di certo efficace, ma è necessario ricordare che il montaggio richiede delle valutazioni tanto immediate, quanto trascurate. L’area che si trova dentro la U, infatti, non deve essere eccessivamente ampia, dal momento che sarebbe in tal caso semplice aprirla attraverso un oggetto resistente e pesante, come ad esempio un banale cric. Nei casi (più freuqnti di quanto si pensi) di dispositivi di questo genere usati solo per bloccare le 2 ruote legandole tra loro, a questo possiamo aggiungere che, in questo caso, sarebbe possibile sollevare la bici, caricarla su un mezzo a quattro ruote e portarla con sé. Altro limite di questo sistema è il peso, dal momento che lo stesso raggiunge anche i due kilogrammi, risultando così di difficile trasporto. Un vantaggio di questo sistema, è la grande offerta, che consente di scegliere tra numerose varianti.
Un altro tipo di antifurto per bici si basa su uno spesso cavo, che collega il telaio con qualcosa di fermo. Montare questo sistema è molto semplice, ma l’area curvata che separa il telaio dalla serratura di chiusura rischia di essere tagliato. Anche in questo caso, il peso del sistema risulta essere un limite di tale tipo di “sicurezza per bici”.
Gli altri antifurto per bicicletta
A queste tipologie è possibile aggiungerne altre che, sebbene poco sicure, risultano essere di più facile utilizzo. Tra queste, possiamo citare:
cavo-spirale
esso funziona esattamente come i cavi appena presentati ma, essendo organizzati a forma di spirale, risultano essere più semplici da trasportare
catene
anche queste sono simili sotto diversi aspetti ai cavi. Esse si presentano come delle catene composte da più maglie, che con lucchetto vengono bloccate. Anche in questo caso, resta il pericolo che le catene vengano tranciate
U pieghevole
più difficile da montare, ma più facile da trasportare, questo sistema funziona in maniera identica al sistema “U” classico
fermaraggi
per molti il padre degli antifurti, essi puntano di fatto a bloccare i raggi. Un sistema di tale tipo è poco sicuro e, proprio per questo motivo, non riesce a proteggere dai malintenzionati
lucchetti
usati per serrare catene e altri sistemi, possono in realtà essere distrutti con estrema facilità
securemark
questa tecnica prevede l’incisione, sulla base della bicicletta, di un numero di serie che viene protetto dagli agenti atmosferici tramite delle sostanze chimiche protettive. Tale codice viene associato alla bici e registrato in un apposito archivio elettronico, che memorizza il proprietario, al quale viene consegnato un documento di proprietà, simile al libretto delle macchine e dei motorini. Il sito www.securemark.us consente, previo inserimento del proprio nome e di un apposito codice, accedere ai propri dati;
-il bikeguard, invece, si basa su un vero e proprio micro-chip che trova posto sulla bicicletta e la cui presenza è segnalata da un bollino visibile, che è in grado di scoraggiare un probabile ladro. Gli agenti di polizia e i carabinieri possiedono un sistema di localizzazione che consente di individuare dove si trovi il microchip. La sicurezza e l’affidabilità di tale sistema si evince dal fatto che anche le società assicurative sono disposte a coprire le biciclette che installano questo dispositivo da eventuali furti. L’installazione può essere effettuata rivolgendosi ai distributori di tale sistema.
Autore: Giovanni Lattanzi