Il franchising: in cosa consiste?

Il franchising è una grandissima opportunità per chi vuole fare un investimento sicuro. Per definire il franchising, potremmo dire che si tratta di una collaborazione, stabilita tra un’azienda già nota per i suoi servizi o per i suoi prodotti ed un investitore indipendente, che sceglie di investire proprio su quell’azienda.

franchising

Così facendo l’affiliato sarà autorizzato a riprodurre beni o servizi di un grande marchio, in maniera legale e creando una vera e propria attività, che sarà comunque legata all’azienda madre. Il franchising permette di fare riferimento ad una azienda già conosciuta ed indipendente che metterà a disposizione il marchio, concedendo all’affiliato il diritto di poter commercializzare i suoi prodotti. L’azienda, in cambio, chiederà all’investitore di pagare una percentuale relativa al fatturato. 

La diffusione del franchising in Italia

Questo tipo di collaborazione è presente, in buona percentuale, anche in Italia (si veda ad esempio http://speedqueeninvestor.com/it/aprire-un-franchising-italia). Si tratta di una scelta molto comune, perché è anche un investimento sicuro e che si rifà ai prodotti e ai servizi di una grande azienda, magari già conosciuta a livello mondiale sui mercati. L’affiliato, potrà avviare un’attività sicura ma allo stesso tempo dovrà rispettare i modelli di gestione e di produzione stabiliti dal franchisor. In Italia c’è una buona percentuale di investitori che sceglie il franchising, soprattutto al Nord dove sono concentrare il 56% dei franchising di tutto il Paese. Le Regioni con più concentrazione di franchising sono infatti: Lombardia, Lazio e Piemonte. Più dell’89% delle reti di franchising sono nazionali e con molti affiliati. È una soluzione ed un modello di investimento, che permette di poter investire in maniera sicura, senza dover rischiare perdite ingenti di denaro che potrebbero gravare sulla propria persona.

Come si regola il franchising in Italia?

Per regolare il franchising in Italia esiste una vera e propria legge, la quale regola i termini del contratto tra l’azienda e l’imprenditore affiliato. L’azienda, per legge, deve concedere i diritti di proprietà industriale del proprio marchio, insieme a brevetti e insegne e tutto l’occorrente, al contrario l’affiliato si impegna a rispettare le sue politiche e versare una somma sul fatturato. La legge prevede anche che il franchisor prima di accettare degli affiliati abbia già avviato il franchising sul mercato italiano, per dare delle garanzie all’imprenditore. Allo stesso tempo sarà tenuto a mostrare una copia del contratto e anche una documentazione informativa sull’azienda insieme ad una lista delle procedure avviate contro la stessa azienda nel corso degli ultimi tre anni. In assenza di questi documenti, il contratto può essere annullato. La legge stabilisce anche che per quanto riguarda il franchising, il contratto deve avere la durata di almeno 3 anni, tempo in cui l’investitore riuscirà a rientrare nelle spese.

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