Misurare i liveli di rumore per l’isolamento acustico: i decibel ammessi
Come unità di misura riguardante l’ampiezza di un segnale in acustica è stata inserita la scala deciBel (dB). L’intensità che viene espressa in deciBel è legata dalla proporzionalità diretta al rapporto tra l’intensità del segnale e un valore preso come riferimento. Per determinare il rumore in base agli effetti che ha sull’orecchio umano serve però istituire una corrispondenza tra dati oggettivi e sensazione sonora.
Nella valutazione del rumore eseguita con gli strumenti moderni si fa dunque riferimento a delle scale fonometriche, ovvero curve di ponderazione, decise a livello internazionale e caratterizzate dalle lettere A, B, C e D. nella maggioranza dei casi, ad esempio per la misurazione della rumorosità di uno strumento elettrico, si usa la curva di ponderazione A. I livelli di pressione sonora che vengono misurati in questa maniera sono identificati dalla abbreviatura dB (A).
Le norme per l’isolamento acustico a cui ci riferiamo sono:
Il limite massimo di esposizione al rumore all’interno degli ambienti abitativi e al loro esterno è fissato dal Dpcm del 1-03-1991.
La Legge numero 447 del 26-10-1995 è una legge quadro e riguarda l’inquinamento acustico. Questa norma, che ha portato in Italia la nozione di inquinamento acustico, stabilisce quali sono i limiti di accettabilità: 65 decibel per il giorno e 55 per la notte. Secondo la medesima norma, negli ambienti non è permessa una differenza, tra il rumore di fondo e il rumore indotto, che non superi i 5 decibel per il giorno e i 3 decibel per la notte, dopo le 23.oo. in seguito a questa legge, tramite un decreto datato 1997 le soglie di tollerabilità sono state differenziate a seconda delle destinazioni d’uso delle diverse aree urbane. Ad esempio per la zona residenziale i limiti massimi corrispondono a 55 dB per il giorno e 45 per la notte. Per l’applicazione di tale disposizione i Comuni avrebbero dovuto mappare il territorio di loro competenza. A oggi, in realtà, sono meno del 12% i Comuni italiani che hanno provveduto.
I valori limite delle sorgenti sonore sono determinati dal Dpcm del 14-11-1997.
I requisiti acustici passivi degli edifici sono determinati dal Dpcm del 5-12-1997. Questa norma edilizia italiana di riferimento nel settore dell’acustica con la ‘Determinazione dei requisiti passivi degli edifici’ indica delle specifiche accortezze costruttive per assicurare una specifica resistenza alla propagazione del rumore da calpestio e aereo. Questo determina che gli alloggi e i locali a uso abitativo, alberghiero, sanitario, terziario, ricreativo, commerciale e scolastico devono assicurare una giusta resistenza al passaggio del suono che proviene dagli ambienti oppure dai locali contigui, oppure da altre parti dell’edificio medesimo.
Le modalità di rilevamento e di misurazione dell’inquinamento acustico sono stabilite dal Dm Ambiente del 16-3-1998.
Gli edifici nuovi, devono garantire una resistenza al rumore usando delle strutture che, nei test effettuati in laboratorio e durante le verifiche in opera, conseguano dei livelli di diminuzione del suono aereo (Rw, ovvero l’indice del potere fonoisolante apparente degli elementi di separazione tra gli ambienti uguali a 50/55 decibel per ciò che concerne le pareti divisorie tra gli appartamenti adiacenti); degli indici di resistenza al rumore che proviene dalle fonti esterne (D2m,nT,w, ovvero il valore di isolamento acustico di facciata normalizzato) da 40 decibel a 48 decibel per quanto riguarda i muri perimetrali esterni; gli indici di Ln, w (ovvero l’indice del Livello del rumore di calpestio dei solai, standardizzato) da 55 decibel a 63 decibel per quanto riguarda i solai appartenenti ai locali.
Per ciò che concerne gli interventi di insonorizzazione si può usufruire della detrazione Irpef che è pari al 36% delle spese che si sono sostenute, sino a quarantotto mila euro per appartamento. L’abbuono p stato prorogato per il 2007. Nel caso in cui lavori e materiali per l’isolamento favoriscano anche un risparmio energetico, la detrazione può arrivare al 55%. Per quanto riguarda le modalità, è meglio chiedere informazioni presso l’Agenzia delle Entrate.
Autore: Giovanni Lattanzi