Inquinamento acustico: legge e giudice

Il ricorso al Giudice e alla legge per problemi di inquinamento acustico e scarso isolamento acustico Il ricorso al giudice è la decisione che prendono in molti poiché questo delegherà un Consulente tecnico d’ufficio, ovvero un perito esperto nel campo delle misurazioni acustiche, che si considererà dei parametri più rigidi di quelli che usa la [...]

Il ricorso al Giudice e alla legge per problemi di inquinamento acustico e scarso isolamento acustico

Il ricorso al giudice è la decisione che prendono in molti poiché questo delegherà un Consulente tecnico d’ufficio, ovvero un perito esperto nel campo delle misurazioni acustiche, che si considererà dei parametri più rigidi di quelli che usa la legge 447/95 per stimare la soglia di tollerabilità del rumore. L’attesa dovrebbe essere di alcuni mesi. Il compito del giudice, non è soltanto quello di decidere subito le misure per bloccare il disturbo, ma deve anche stimare, nel caso particolare, quale sia l’entità del danno subito e il corrispettivo risarcimento.

Sarebbe compito del Giudice di Pace risolvere queste liti causate dal rumore ma per velocizzare i tempi, solitamente la competenza va al Giudice Unico. Difatti il ricorso si fa all’articolo n. 700 della procedura civile, per proteggere nel modo più veloce possibile il diritto alla salute, in maniera tale da chiedere un provvedimento d’urgenza che solamente il Giudice Unico ha la possibilità di concedere in modo provvisorio mentre si attendono i lunghi tempi del processo ordinario.

Per poter richiedere il provvedimento d’urgenza, è necessario aver fatto eseguire una perizia a un perito acustico di parte. Poiché il ricorso costa, bisogna prepararlo bene, raccogliendo più testimonianze che si può, ad esempio quelle dei vicini e dei vigili urbani, inoltre a una possibile perizia da parte dell’Agenzia regionale. Ovviamente, va chiamato in causa anche un avvocato.

Dunque a favore del ricorrente vanno coinvolti minimo tre esperti, ovvero un Consulente tecnico di parte, un avvocato e un Consulente tecnico d’Ufficio, che viene nominato dal Giudice, il cui costo, durante il ricorso d’urgenza, è generalmente fissato al 50% a carico dei due contendenti. Totalmente, il costo può essere di cinque mila euro circa. naturalmente, chi vincerà la causa avrà il diritto di farsi risarcire tutto ciò che ha anticipato, spese di perizia incluse.

Nel caso in cui il rumore non sia provocato da gli impianti fissi azionabili (come ad esempio in un condominio possono essere l’ascensore oppure la centrale termica, invece all’esterno una fabbrica), ma da comportamenti volontari, ad esempio dalla musica proveniente da una discoteca, dalla televisione tenuta al massimo volume oppure da lavorazioni artigianali, sovente far intervenire il Consulente tecnico del giudice può essere totalmente inefficace. Difatti, il giudice, per proteggere le esigenze di difesa del disturbatore, lo avverte prima dell’arrivo del consulente.

Dunque il rumore viene artificiosamente attenuato. In queste situazioni bisogna chiedere al giudice di organizzare un intervento a sorpresa, che non è concesso in modo automatico e, in caso lo fosse, può venir impugnato per il mancato rispetto del contraddittorio tra le due parti.

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