La camicia vanta una lunga storia e tradizione dietro di sé. Anche se i gusti e le interpretazioni di questo intramontabile indumento erano differenti a seconda del periodo storico, e quindi della moda, la camicia è un capo che esiste da sempre.
Fino al 1700 per esempio, la camicia era considerata un importante indumento intimo maschile, da coprire con le loro vesti, da cui lasciavano in bella vista il colletto. Da quest’uso della camicia viene la regola del galateo che considera segno di maleducazione e poca grazia togliersi la giacca in presenza di una donna, restando solo con la camicia.
Il prototipo della camicia attuale però si fa risalire agli inizi del 1800, secolo in cui diversi documenti testimoniano l’invenzione della camicia con i bottoni frontali, disegnata dall’azienda di Brown Davis & Co. di Aldermanbury.
La regina tra le camicie è sempre stata quella bianca, status symbol di agio economico, dato che veniva indossata solo da chi poteva permettersi di non lavorare, e quindi di non sporcare il candore dell’indumento, che rimaneva immacolato.
Fortunatamente andando avanti la camicia si è talmente diffusa da diventare un capo universale, indossato da qualsiasi tipo di persona, come è giusto che sia. Qualunque sia la propria professione e la propria condizione economica, la razza o la religione, la camicia oggigiorno viene indossata con sfoggio e non si ferma davanti a nessuno!
C’è da aggiungere: menomale, ci mancherebbe!
Così oggi ci troviamo di fronte ad una incredibile varietà di camicie, dai colori e dai modelli più diversi e sgargianti, fino ad arrivare al mix di polsini e colletti, anche removibili per essere lavati quotidianamente, bianchi splendenti in contrasto con la fantasia del resto del tessuto. La camicia si è fatta spazio ed ora impera nella moda unisex.
Fino alla prima guerra mondiale le modifiche e le rivisitazioni al capo si susseguono, ma da quel momento in poi la camicia è davvero come la indossiamo oggi. Nessun’altra importante modifica è stata apportata, a parte quella del taschino che è andato via via imponendosi per sostituire il panciotto.
C’è chi ama e chi odia il taschino, ma comunque si può strare tranquilli, appare solo su alcuni modelli, e quindi si può sempre scegliere quello che non lo presenta. È uno strumento che può sempre rivelarsi utile però, magari per contenere l’inseparabile cellulare, gli occhiali o le penne.
Da ricordare inoltre il momento in cui l’elegante colletto alla coreana, abbinabile a smoking e frac, viene sempre più spesso sostituito dal colletto rovesciabile. È il 1930 quando quest’ultimo prende il sopravvento, lasciando il precedente alle occasioni più formali.
Autore: Giovanni Lattanzi