Con l’uscita della Canon Eos 7D, i fotoamatori che desiderano uno strumento professionale e i professionisti che desiderano uno strumento leggero e maneggevole hanno a disposizione uno strumento tecnologicamente avanzato, in grado di soddisfare qualsiasi esigenza di fotografia.
Nell’estate del 2004 la Canon presenta al mondo il suo ultimo gioiello, la Canon Eos 20D, una macchina che rappresenta un’evoluzione rispetto alla capostipite D30, che fu una delle prime reflex digitali con uno Cmos da 3 megapixel ad essere davvero alla portata di tutti e non solo di un target di professionisti.
La nuova Eos offrì fin da subito a chi la utilizzava delle prestazioni talmente avanzate da diventare subito un vero e proprio cavallo di battaglia per tutti i fotografi, soprattutto i professionisti. Robusta, affidabile, dotata di un sensore ad 8 megapixel straordinariamente silenzioso anche a sensibilità altissime, veloce e in grado di restituire immagini con un’altissima fedeltà in quanto a colore. Nonostante gli anni che sono passati e l’evoluzione vertiginosa della tecnologia rimane in ogni modo una macchina fotografica in grado di regalare grandissime soddisfazioni.
Successivamente furono prodotte le Eos 30D, 40D e 50D, tecnologicamente sempre più avanzate, come nel caso della risoluzione che passò da 8 fino a 15 megapixel, ma fu il formato pieno a delineare una vera pietra miliare nel mondo della fotografia digitale. Nonostante tutto le Canon Eos, in particolar modo il modello 40D, continuano a piacere al target di fotografi professionisti che le utilizzano prevalentemente come secondi corpi. E questo perché hanno un prezzo ridotto, sono molto più maneggevoli e leggere da trasportare e con gli obiettivi di nuova generazione non temono confronti in quanto a prestazioni, soprattutto in caso di utilizzi che non prevedono una risoluzione eccessiva. Come in tutti i settori, comunque, anche in quello della fotografia digitale l’asticella del salto si sposta sempre più in alto, imponendo alle reflex funzioni sempre più elevate, come ad esempio la possibilità di registrare video in HD.
In questo panorama la Canon si inserisce quindi con un nuovo prodotto, la Canon Eos 7D, una reflex a formato ridotto in grado di soddisfare molteplici esigenze, in quanto nata dopo una lunga ricerca che ha coinvolto il parere di oltre 5.000 fotografi di tutto il mondo. Chi pensa che si tratti di una ‘semplice’ evoluzione della 50D sbaglia, in quanto già il fatto che dal suo nome sia scomparso lo zero è indicativo: quando si aspettava con ansia un update del modello 5D, infatti, le voci di corridoio più attendibili riguardo al suo nuovo nome erano il cambio da 5 a 7 e non il ‘Mark II’ aggiunto.
La Canon Eos 7D è la reflex digitale che mancava sul mercato, un modello che la Canon dedica a tutti i professionisti che, per un motivo o per l’altro, preferiscono lavorare con un formato ridotto. Esattamente come la sua sigla, anche il suo design sembra assecondare questa nuova filosofia, essendo infatti dotata di forme morbide e spioventi. Dal punto di vista tecnico ci troviamo di fronte a un prodotto straordinario dalle ottime prestazioni a partire dal guscio, che continua la tradizione della lega di magnesio, e che dispone di una blindatura adatta al suo ruolo di ammiraglia della casa, con tanto di guarnizione speciale per il caldo e pulsanti più grandi.
Per quel che riguarda il sensore, ci troviamo di fronte sempre a un Cmos nato e creato in casa Canon, che offre niente meno che 19 megapixel (18 megapixel, con file da 5184×3456 pixel). A livello di architettura ovviamente ci troviamo di fronte al tipo gapless, quindi senza spazi morti tra le microlenti, ma la diversità con in modelli del passato sta nella riduzione della distanza tra queste ultime i fotodiodi. Secondo la stessa Canon questa tecnologia migliora e aiuta ad incrementare il rapporto tra segnale e disturbo, e lo fa ottenendo un migliore “focheggiamento” della luce sulla porzione sensibile di ciascun pixel. Ovviamente una risoluzione così avanzata potrebbe anche creare qualche problema di rumore di fondo e di ‘latitudine di posa’, che rimangono le uniche due questioni ancora in dubbio riguardo a questa superba macchina fotografica.
Qualche speranza viene dalla gamma di sensibilità: grazie all’automatismo si possono raggiungere i 3200 ISO, in modalità manuale fino a 6400 (secondo la Canon equivarrebbero ai 1600 ISO di un Digic 3), e fino a 12.800 ISO in modalità espansa. Il tracking estremamente preciso e la gestione particolarmente estesa sono garantiti da un sistema Af con 19 punti tutti a croce. Grazie a queste caratteristiche è possibile modificare la zona attiva (destra/sinistra, alto/basso) che si mantiene anche ruotando la fotocamera con l’accelerometro integrato. La maggiore sensibilità ovviamente si concentra nel punto centrale, ma il tutto funziona a meraviglia anche nelle situazioni di luce più sfavorevoli (da -0,5 a 18 Ev).
Straordinariamente innovativo è anche il sistema esposimetrico iFCL, che considera luminanza, colore e fuoco su 63 zone grazie a un sensore a doppio strato, di cui uno sensibile al blu e al verde e l’altro al rosso e al verde. Il mirino riesce a coprire il 100% dell’inquadratura con un ingrandimento di 1x, e oltre a poter vedere il solo punto di fuoco finalmente si può vedere anche l’area di misurazione spot, oltre a una griglia di composizione: questo permette di non dover sostituire lo schermo, che infatti in questo modello è fisso.
Per quel che riguarda il monitor, ci troviamo di fronte a un Clear View II LCD da 3 pollici e quasi 1 megapixel, che oltre a fornire una visione migliorata e una diminuzione di fastidiosi riflessi è anche dotato di un apposito sensore che controlla automaticamente la sensibilità in base all’intensità della luce ambientale. Sempre sul monitor, così come anche nel mirino, è presente una livella elettronica a doppio asse che serve ad indicare l’inclinazione laterale della macchina così come quella dell’asse ottico.
Se poi parliamo di velocità, abbiamo uno scatto in sequenza che arriva a toccare gli 8 fotogrammi al secondo, fino a un massimo di 26 Jpeg oppure 15 Raw (naturalmente con schede CF del tipo Udma), reso possibile da un otturatore di ultimo modello ai processori Digic 4: valori, questi, che la rendono uno strumento ideale per il lavoro di un professionista del campo della fotografia sportiva. La coppia di processori Digic 4 dona alla macchina una elevatissima capacità di raffica e la rende adatta alla registrazione di video in alta risoluzione.
Il menù interno permette di selezionare formati 640×480 e 1280×720 a 50 o 60 fps, in base allo standard scelto ossia Pai o Ntsc, e 1920×1080 pixel a 24 o 30 fps. Tra le sei porte a disposizione, inoltre, ce n’è anche una per il collegamento di un microfono stereofonico esterno, mentre alla porta USB si può tranquillamente collegare anche un navigatore GPS.
La nuova Canon è dotata di un flash a pop-up che copre un angolo maggiore, fino a 15 millimetri di focale, e della connettività wireless che consente di manovrare fino a tre gruppi di flash, ognuno con quattro Speedlite al massimo. La macchina consente di personalizzare fino a 27 funzioni e 70 impostazioni tra le quali ovviamente non poteva mancare la correzione automatica della vignettatura. Peso circa 820 grammi, batteria esclusa.
Autore: Giovanni Lattanzi