
Si chiama così il modello di idropulitrice funzionante ad acqua fredda, che è caratterizzata essenzialmente da un gruppo pompa-motore con una trasmissione a giunto elastico che ha la funzione di smorzare i contraccolpi che derivano dalle pressioni elevate nel corso del suo uso. La pompa è a pistoni ceramicati fornita di alcune valvole sia di aspirazione che di mandata costituite di acciaio inox e monta una testa con più punti di ancoraggio. Essi proteggono il macchinario dai colpi d’ariete e mantengono il suo stato nell’eventualità di una lunga permanenza a temperature sotto allo zero.
Solitamente il motore è elettrico a funzionamento monofase oppure trifase in base alla categoria di potenza.
Esistono anche alcune idropulitrici create per essere del tutto autonome da una fonte energetica esterna che quindi usano dei motori a scoppio o diesel. Esse posseggono dei sistemi di accensione manuali oppure elettrici in base alla grandezza e sono alimentate dalla benzina oppure dal gasolio racchiusi in un serbatoio.
Ogni parte che nel corso dell’utilizzo dell’idropulitrice viene a contatto con l’acqua è fabbricata con dei materiali inalterabili oppure protetti contro la corrosione. Entrambi valvole e raccordi sono spesso dati in dotazione in ottone, invece certi modelli posseggono dei dispositivi anticalcare che proteggono le differenti parti del macchinario dalle incrostazioni.
Autore: Giovanni Lattanzi