
Poiché la vita del barometro iniziò diversi secoli fa, di esso ne sono stati sviluppati moltissime varianti. Alcune sono rimaste ancora oggi, con le dovute innovazioni tecnologiche, atre sono perse nel tempo; di alcune esistono invece molti esemplari custoditi nei musei che vengono ricordati per via della loro rilevanza e per l’apporto fornito allo sviluppo e al miglioramento di tale strumento.
Fra questi vi furono:
- barometro a sifone
- barometro di Fortin
- barometro a cisterna
- barometro portatile
- barometro a colonna
Il barometro a colonna risale al 1700 e fu inventato da Daniel Quare a Londra. Esso è costruito con il legno, l’avorio e l’ottone ed è alto 102,6 cm.
Differentemente dagli altri apparecchi dello stesso genere, questo barometro è più raffinato ed accurato nell’aspetto: una colonna d’ebano, collocata su un treppiedi, contiene al suo interno tale barometro a cisterna. La scala barometrica è di metallo, mentre gli indicatori di tendenza scorrono.
Il barometro portatile, invece, ha una scala millimetrata e il suo indicatore va allineato all’altezza del mercurio. Tale esemplare risale al 1800 ed è alto 94,1 cm e largo 4,4 cm. È costruito con il vetro, l’ottone e il legno. Possiede anche un misuratore di temperatura funzionante a mercurio e con una scala in centesimi di grado; è appropriato per misurare la pressione quando è molto bassa poiché la scala si sposta con facilità verso il basso.
Per concludere, il barometro a cisterna, risalente sempre al 1800, è di ottone e ha un’altezza di 105,5 cm. Esso possiede un sistema di lettura dell’indicatore di pressione costituito da un tubo aperto, formato da una vasca dove il livello del mercurio può essere regolato.
Autore: Giovanni Lattanzi